https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/issue/feed Rivista Italiana di Ornitologia 2018-06-22T23:16:02+02:00 Emanuela Fusinato emanuela.fusinato@pagepress.org Open Journal Systems <p>The scientific journal <strong>Rivista Italiana di Ornitologia - Research in Ornithology (RIO)</strong> publishes original articles and short notes covering all major topics of ornithology twice yearly. The RIO was founded in 1911 by Ettore Arrigoni degli Oddi (1867–1942), Filippo Cavazza (1886–1953), Francesco Chigi (1881–1953), Alessandro Ghigi (1875–1970), Giacinto Martorelli (1855–1917) and Tommaso Salvadori (1835–1923). The first series ended its publication run in 1925, but the journal was revived as a second series in 1931, under the directorship of Arrigoni degli Oddi. In 1933, Edgardo Moltoni (1896–1980) took over as RIO Editor and became its owner and publisher up to his death. The Italian Society of Natural Sciences (Società Italiana di Scienze Naturali) then took over ownership of the RIO in 1981, publishing it in collaboration with the Museum of Natural History of Milan (Museo di Storia Naturale di Milano).<br><br> The <strong>Rivista Italiana di Ornitologia</strong> is available as library exchange: <a href="mailto:C.MSNMbiblioteca@comune.milano.it">C.MSNMbiblioteca@comune.milano.it</a></p> https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/373 Gli uccelli del Veneto - Biologia, distribuzione e abbondanza 2018-06-22T23:15:54+02:00 Flavio Ferlini flavio.ferlini@unipv.it <p>na</p> 2018-06-21T16:40:48+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/396 Considerazioni sulla presenza dello zigolo muciatto orientale Emberiza cioides in Italia 2018-06-22T23:15:55+02:00 Fulvio Fraticelli f_fraticelli@hotmail.com Carla Marangoni carla.marangoni@comune.roma.it <p>Nella collezione ornitologica di Arrigoni degli Oddi, presso il Museo Civico di Zoologia di Roma, sono custoditi due esemplari di zigolo muciatto orientale <em>Emberiza</em> <em>cioides</em>. Questa specie è diffusa, come nidificante, dal Kazakistan orientale alle isole Curili. Gli scarsi report per l’Europa (Gran Bretagna, Finlandia, Spagna, Germania e Bulgaria) sono da considerarsi incerti e la presenza della specie in Italia è stata messa in discussione, per svariati motivi, nelle precedenti pubblicazioni. La catalogazione di entrambi gli esemplari, supportata dalle note autografe di Arrigoni degli Oddi conservate presso la biblioteca del Museo, rafforza la presenza in Italia dello zigolo muciatto orientale. D’altro canto, l’attribuzione dei due esemplari ad una determinata sottospecie, basandosi sulla misura dell’ala, resta dubbia. Al contrario, la colorazione del dorso, permette di assegnare entrambi gli esemplari alla forma nominale. Di conseguenza, il presente studio consentirebbe di inserire la specie nella check-list degli uccelli italiana, inserendola nella categoria AERC B4, dopo la valutazione da parte della Commissione Ornitologica Italiana (COI).</p> 2018-06-21T16:12:31+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/329 Osservazioni di una femmina di Astore Accipiter gentilis nidificante nel primo anno di età in Provincia di Alessandria 2018-06-22T23:15:56+02:00 Ghiggi Alessandro aleghiggi88@gmail.com <p>Il presente articolo descrive una femmina di Astore nidificante nel primo anno di vita in provincia di Alessandria, durante la stagione riproduttiva 2015. In Italia, non vi sono molte pubblicazioni su questo tipo di strategia riproduttiva a causa della mancanza di studi sui modelli di nidificazione della specie. Secondo Krüger (2005) e Nielsen &amp; Drachmann (2003), nel nord-est dell’Europa molte femmine iniziano a nidificare al primo anno, generalmente con un minore successo riproduttivo, che sembrerebbe essere conseguente ad un periodo di crescita della popolazione.</p> 2018-06-21T15:29:30+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/321 Prima nidificazione accertata di Tordo bottaccio Turdus philomelos nel Parco Nazionale dell’Aspromonte 2018-06-22T23:15:56+02:00 Pierpaolo Storino pierpaolo.storino@gmail.com Giuseppe Martino ray.86@hotmail.it Manuela Policastrese man_pol@libero.it Eugenio Muscianese gene741@virgilio.it Domenico Bevacqua mimmo.bevacqua@gmail.com Sergio Tralongo direzione@parcoaspromonte.gov.it Antonino Siclari antonino.siclari@parcoaspromonte.it <p>In Calabria, il Tordo bottaccio <em>Turdus philomelos</em> si riproduce solo nei settori settentrionali e centrali della Regione (i.e. Pollino, Orsomarso e Sila), mentre in provincia di Reggio Calabria la nidificazione non è mai stata accertata e le osservazioni risultano scarse e concentrate esclusivamente nei periodi migratori. Durante due successive stagioni riproduttive (2015-2016), abbiamo osservato N=16 individui di <em>T. philomelos</em> a differenti altitudini (min 630 m, max 1,838 m a.s.l.) prevalentemente nei boschi di latifoglie decidue mesofile. Sono stati utilizzati la modalità del “distance sampling” eseguendo un transetto a piedi ed altre 3 diverse tecniche di campionamento “point-count” per stimare la presenza della specie nel Parco Nazionale dell’Aspromonte. Con questo lavoro, abbiamo accertato per la prima volta la nidificazione del <em>T. philomelos</em> nel Parco Nazionale dell’Aspromonte e nella provincia di Reggio Calabria. In futuro, con l’incremento dell’area di investigazione, si potrà quantificare in modo più accurato il numero di coppie nidificanti e la loro distribuzione su scala regionale.</p> 2018-06-21T15:12:11+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/374 Accertata nidificazione del rondone pallido Apus pallidus nel Parco Nazionale dell’Aspromonte 2018-06-22T23:15:57+02:00 Giuseppe Camelliti darwinnatura@yahoo.it <p>Dopo la premessa riguardo la distribuzione in Italia, l’autore riporta l’osservazione tre cavità nido in un edificio nella cittadina di Gambarie, Parco Nazionale dell’Aspromonte.</p> 2018-06-21T14:52:25+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/295 Association of Pica magpies with grazing ungulates: a clue to the genus’ origins 2018-06-22T23:15:58+02:00 Tiziano Londei londeit@tin.it <p>- The habits of <em>Pica</em> in the less man-modified of its various habitats and its similarities with the closely related <em>Ptilostomus</em> suggest that association with wild ungulates has been crucial in the evolution of the genus. The shape and colours of (sub) tropical forest ancestors may have served as pre-adaptations for the association with steppe ungulates in periods of colder and drier climate in south-eastern Asia, within the present-day range of the basal form of Sericea. Subsequently, through symbiosis with several ungulate species, Pica may have reached a holarctic distribution. Retention of the ancestral traits may have permitted Pica to re-adapt to milder climates at the margins of its range, and thus produce ecologically different, though morphologically still similar, populations. Its flexible association with large mammals, mainly used as indirect food sources, may finally have led Pica to adapt to life with humans, even in largely artificial environments, provided that they still offered some short grass to forage in.</p> 2018-06-21T14:32:35+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/236 Ibrido di Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus, Linnaeus 1758) × Folaga (Fulica atra, Linnaeus 1758) in una zona umida urbana del Friuli Venezia Giulia 2018-06-22T23:15:59+02:00 Fabrizio Florit fabrizio.florit@regione.fvg.it Roberto Parodi parodrob@tin.it Pier Luigi Taiariol taiariol.p@alice.it <p>Nel 2012 e nel 2015 un ibrido di Gallinella d’acqua <em>Gallinula chloropus</em> e Folaga <em>Fulica</em> atra è stato osservato nel Rio Bujon nel capoluogo del comune di Porcia (Pordenone, Italia nord-orientale). L’ibrido presentava dimensioni e alcune caratteristiche del piumaggio tipiche di <em>G. chloropus</em> (mantello e parti superiori delle ali bruno-oliva; linea bianca dal profilo spezzato sui fianchi; sottocoda bianco con linea centrale scura), mentre il becco e lo scudo frontale apparivano di colore bianco candido, con sfumature rosate in corrispondenza delle narici, come tipicamente viene osservato in <em>F. atra.</em></p> 2018-06-21T14:27:08+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/370 La Cicogna bianca (Ciconia ciconia) in Piemonte e in Provincia di Torino dal 1996 al 2014 2018-06-22T23:16:01+02:00 Paolo Marotto paolomarotto2@gmail.com Luciano Ruggieri paolomarotto2@gmail.com Gabriella Vaschetti paolomarotto2@gmail.com <p>Viene presentata un’analisi della popolazione di Cicogna bianca (<em>Ciconia</em> <em>ciconia</em>) in Piemonte nord occidentale e, specificatamente, in provincia di Torino negli ultimi 20 anni. Il primo tentativo di nidificazione risale al 1980, ma è solo a partire dal 1996 che si è registrata una colonizzazione del territorio torinese con la presenza di un massimo di 8 coppie (2014). Parallelamente, anche il numero di individui svernanti nella stessa area, particolarmente in prossimità di discariche di rifiuti urbani, è aumentato. Viene indicata una correlazione tra l’aumento del numero di individui non migranti e il numero di coppie nidificanti nella stessa area.</p> 2018-06-21T12:07:39+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/369 Il ruolo delle zone umide della Regione Lombardia durante la migrazione dei limicoli: un’analisi per il genere Tringa ricavata dal portale www.ornitho.it 2018-06-22T23:16:02+02:00 Fabio Saporetti saporettif@gmail.com <p>In Italy, the launch of the online portal at www.ornitho.it in 2009 has played a key role in advancing our knowledge about the abundance, geographical distribution and phenology of birds, and has greatly improved everyday ornithological issues. Indeed, the extensive participation by many observers has provided an opportunity to obtain new insight into the phenology of many species of migratory birds, such as Tringa sp. In this paper,&nbsp; I have analysed the data gathered between 2010 and 2014 on the genus Tringa&nbsp; in Lombardy, amounting to a total of 5,590 validated records for spring and autumn migrations. The analysis revealed that the rice-farming area of S-W Lombardy – which covers more than 90,000 hectares located mainly in the province of Pavia – represents an invaluable habitat during the spring migration by supporting the bulk of migrating waders. Other man-made habitats, such as restored sand and gravel pits and water-collection tanks, are of similar importance for the diversity of the wader community, but, together with the few natural wetlands, support much lower numbers of individuals. The wood sandpiper is the most abundant species, with groups reaching 600 individuals, followed by the spotted redshank and the greenshank. The green sandpiper is the most common and widespread species, with a low number of&nbsp; individuals reaching the highest altitudes (above 2,600 m a.s.l. in the province of Sondrio) during the autumn migration. The common redshank is relatively rare, generally distributed around 200 m a.s.l. in the provinces of Pavia and Milan, while the marsh sandpiper is definitely rare, with only 68 records in the five-year period analysed.</p> 2018-06-21T11:58:26+02:00 ##submission.copyrightStatement## https://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/322 Importanza di un impianto di fitodepurazione per l’avifauna acquatica nidificante e svernante. Il caso di una Cassa di Colmata (Mira, Venezia, Italia settentrionale) 2018-06-22T23:16:02+02:00 Francesco Scarton scarton@selc.it Mauro Bon mauro.bon@fmcvenezia.it Oliviero Trebbi oliviero.trebbi@libero.it <p>Nell’impianto di fitodepurazione della Cassa di Colmata A (Mira, Venezia), ampia 110 ha di cui due terzi rappresentati da canneti, durante gli anni 2011-2016 è stata accertata la nidificazione di 17 specie di uccelli acquatici, sia comuni (cigno reale, folaga, tuffetto, germano reale) che di maggior interesse conservazionistico (tarabuso, moretta tabaccata, fistione turco). L’avifauna acquatica svernante include 29 specie; le più abbondati sono risultate germano reale e alzavola, con presenze anche di specie di interesse conservazionistico come moretta tabaccata e tarabuso. Come altri bacini di fitodepurazione, anche quello studiato ha assunto rilevante valore per l’avifauna selvatica nel volgere di un breve periodo di tempo dall’avvio del progetto.</p> 2018-06-21T11:49:16+02:00 ##submission.copyrightStatement##