Rivista Italiana di Ornitologia http://sisn.pagepress.org/index.php/rio <p>The scientific journal <strong>Rivista Italiana di Ornitologia - Research in Ornithology (RIO)</strong> publishes original articles and short notes covering all major topics of ornithology twice yearly. The RIO was founded in 1911 by Ettore Arrigoni degli Oddi (1867–1942), Filippo Cavazza (1886–1953), Francesco Chigi (1881–1953), Alessandro Ghigi (1875–1970), Giacinto Martorelli (1855–1917) and Tommaso Salvadori (1835–1923). The first series ended its publication run in 1925, but the journal was revived as a second series in 1931, under the directorship of Arrigoni degli Oddi. In 1933, Edgardo Moltoni (1896–1980) took over as RIO Editor and became its owner and publisher up to his death. The Italian Society of Natural Sciences (Società Italiana di Scienze Naturali) then took over ownership of the RIO in 1981, publishing it in collaboration with the Museum of Natural History of Milan (Museo di Storia Naturale di Milano).<br><br> The <strong>Rivista Italiana di Ornitologia</strong> is available as library exchange: <a href="mailto:C.MSNMbiblioteca@comune.milano.it">C.MSNMbiblioteca@comune.milano.it</a></p> en-US <p>PAGEPress has chosen to apply the <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/" target="_blank" rel="noopener">Creative Commons Attribution NonCommercial 4.0 License</a> (CC BY-NC 4.0) to all manuscripts to be published. <br><br>An Open Access Publication is one that meets the following two conditions:<br><br> 1. 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Authors retain copyright and grant the journal right of first publication with the work simultaneously licensed under a Creative Commons Attribution License that allows others to share the work with an acknowledgement of the work's authorship and initial publication in this journal. 2. Authors are able to enter into separate, additional contractual arrangements for the non-exclusive distribution of the journal's published version of the work (e.g., post it to an institutional repository or publish it in a book), with an acknowledgement of its initial publication in this journal. 3. Authors are permitted and encouraged to post their work online (e.g., in institutional repositories or on their website) prior to and during the submission process, as it can lead to productive exchanges, as well as earlier and greater citation of published work.</p> emanuela.fusinato@pagepress.org (Emanuela Fusinato) tiziano.taccini@pagepress.org (Tiziano Taccini) Fri, 12 May 2017 13:38:23 +0200 OJS 3.1.0.1 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 Gli uccelli della provincia di Novara (Piemonte, Italia): distribuzione, abbondanza e stato di conservazione http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/336 <p>In questo lavoro viene riportato un elenco commentato degli uccelli noti per la provincia di Novara (1.340 km2) aggiornato al 31/12/2016 e vengono forniti dati di sintesi relativi alle attività di monitoraggio condotte in anni recenti (2009-2016). I dati sono stati raccolti sia attraverso revisione bibliografica sia attraverso attività di ricerca diretta sul campo. L’avifauna della provincia di Novara annovera o ha annoverato (dal 1860 al 2016) 304 specie delle quali 135 nidificanti certe o probabili in tempi recenti (dopo il 2000), 85 di interesse comunitario (Allegato I della Direttiva “Uccelli”), 116 SPEC - <em>Species of European Conservation Concern</em> secondo BirdLife International e 53 inserite nella <em>European Red List of Birds.</em> L’area è di importanza europea e/o nazionale per la nidificazione di specie di interesse conservazionistico quali <em>Egretta</em> <em>garzetta</em> (650-1.100 nidi), <em>Nycticorax</em> <em>nycticorax</em> (200-300 nidi), <em>Botaurus</em> <em>stellaris</em> (5-7 maschi cantori), <em>Ciconia nigra</em> (1-2 coppie), <em>Ciconia</em> <em>ciconia</em> (4-6 coppie), <em>Himantopus</em> <em>himantopus</em> (300-500 coppie), <em>Vanellus vanellu</em>s (500-600 coppie), <em>Columba oenas</em> (20-30 coppie), nonché per la migrazione di <em>Philomachus pugnax</em> (5.000-7.000 ind.) e <em>Tringa glareola</em> (500-1.500 ind.). Negli ultimi anni (2009-2016) si segnalano in particolare: la nidificazione accertata per la prima volta nel Novarese di<em> Ardea alba,</em> <em>Galerida cristata</em> e <em>Lullula arborea</em>; il ritorno di <em>Burhinus oedicnemus</em> e <em>Chlidonias niger</em> in periodo riproduttivo dopo decenni di assenza; la colonizzazione da parte di <em>Dryocopus</em> <em>martius</em> degli ambienti forestali di collina e di pianura.</p> Fabio Casale, Ettore Rigamonti, Marco Ricci, Luca Bergamaschi, Raffaele Cennamo, Angelo Garanzini, Leonardo Mostini, Alessandro Re, Valentina Toninelli, Mauro Fasola ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/336 Fri, 12 May 2017 13:38:22 +0200 Stato di conservazione e valore di riferimento favorevole per le popolazioni di uccelli nidificanti in Italia http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/332 <p>Le linee guida comunitarie per monitorare lo stato di conservazione delle specie e degli habitat richiedono che gli Stati membri forniscano un’indicazione del “<em>Favourable</em> <em>Reference</em> <em>Value</em>” (FRV), o “Valore di Riferimento Favorevole”. Il FRV rappresenta un obiettivo di conservazione a lungo termine, tale da rappresentare una situazione indubbiamente favorevole per una data specie, in grado di garantirle ottime possibilità di persistenza nel lungo periodo. La disponibilità di FRV consente una valutazione più oggettiva e trasparente dello stato di conservazione di una specie. Il presente lavoro ha valutato lo stato di conservazione delle specie ornitiche nidificanti in Italia, sviluppando un metodo basato sui requisiti delle direttive comunitarie che integra al suo interno la definizione dei valori di riferimento. Attualmente, è stato proposto un metodo per la definizione dei FRV per popolazione, range e habitat per ciascuna specie, ma è stato possibile procedere ad una identificazione su base quantitativa del solo FRV relativo alla popolazione per le specie di uccelli regolarmente nidificanti in Italia e non attualmente in fase di espansione demografica in seguito a recente colonizzazione (ultimi 30 anni). L’approccio sviluppato per definire il FRV di popolazione ha previsto l’utilizzo di tecniche di <em>Population Viability Analysis</em> o, in alternativa, valutazioni basate sulla densità riproduttiva, secondo le caratteristiche di abbondanza e distribuzione delle specie nidificanti (popolazioni maggiori o minori di 2500 coppie, coloniali o non). Sono state prese in considerazione 250 specie nidificanti in Italia, di cui 88 (che comprendono due sottospecie) incluse nell’Allegato I della Direttiva Uccelli (147/2009CE). Complessivamente, per 46 popolazioni appartenenti a 20 specie inserite nell’Allegato I e per 10 popolazioni di 6 specie non incluse, è stato possibile calcolare un valore di FRV attraverso tecniche di PVA. Per 15 specie inserite nell’Allegato e per 92 specie non inserite è stato formulato un FRV in termini di densità riproduttiva a una o due scale spaziali; per le specie con popolazioni superiori a 2500 coppie esigenze spaziali elevate (territori o <em>home ranges</em> di decine di ettari o più) non è stato formulato il FRV a scala locale. Per valutare lo stato di conservazione è stato utilizzato un adattamento della classificazione a “semaforo” proposta dalla Commissione Europea per la Direttiva Habitat, attribuendo a ciascuna delle tre voci considerate (popolazione, range e habitat), un giudizio sintetico: <br />- favorevole: semaforo VERDE. Tutti favorevoli oppure due favorevoli ed uno sconosciuto;<br />- inadeguato: semaforo GIALLO. Uno o più inadeguato/i ma nessuno cattivo; <br />- cattivo: semaforo ROSSO. Uno o più cattivo/i; <br />- sconosciuto semaforo BIANCO. Tre sconosciuti oppure due sconosciuti ed un favorevole.</p><p>Prima di poter attribuire il giudizio a ciascuna voce, è necessario verificare se vi sono fattori che possono portare almeno uno dei tre valori di riferimento favorevole a non essere raggiunto, mantenuto o raggiungibile nel futuro prossimo (<em>warning</em> <em>lights</em>). Complessivamente, 42 specie incluse nell’Allegato I della Direttiva Uccelli hanno stato di conservazione cattivo, 39 inadeguato, 6 favorevole e 1 sconosciuto; tra le specie non inserite, 35 hanno stato di conservazione cattivo, 44 inadeguato, 67 favorevole e 16 sconosciuto Per alcune specie è stato possibile valutare lo stato di conservazione per singole bioregioni e sono state prodotte classificazioni “a semaforo” per ciascuna bioregione ospitante la specie in oggetto. Per essere in stato di conservazione favorevole, una specie non deve essere semplicemente al riparo dal rischio di estinzione, ma deve avere un ruolo “significativo” nel proprio habitat di riferimento, rinvenendosi con frequenze e densità soddisfacenti e ricoprendo le funzioni ecologiche che le sono proprie. Le forti pressioni cui molte specie e popolazioni sono sottoposte (cambiamenti climatici, continuo degrado ambientale, variazioni ad ampia scala nella dinamica di popolazione), rendono necessario valutare accuratamente le minacce e pressioni cui la specie/popolazione sono soggette o potranno esserlo nel prossimo futuro, anche in caso di popolazioni superiori al FRV. Risulta, infine, evidente come i FRV dovranno essere sottoposti a periodica rivalutazione e aggiornamento, sulla base soprattutto dei nuovi dati che ogni sei anni vengono forniti dal Reporting sull’applicazione della Direttiva Uccelli.</p> Marco Gustin, Mattia Brambilla, Claudio Celada ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/332 Wed, 21 Dec 2016 16:41:36 +0100 Atlante degli uccelli nidificanti in provincia di Bergamo http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/315 <p>not available</p> Giovanni Boano ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/315 Fri, 25 Nov 2016 08:24:15 +0100 Storie di uccelli http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/314 not available Tommaso La Mantia ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/314 Fri, 25 Nov 2016 08:18:41 +0100 Aldo Pazzuconi (Canevino 16 agosto 1922 - Stradella 3 marzo 2016) http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/316 not available Mauro Fasola ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/316 Fri, 25 Nov 2016 08:12:43 +0100 Yellow-legged Gull Larus michahellis captures and drowns a Feral Pigeon Columba livia http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/313 A Yellow-legged Gull catching a Feral Pigeon, flies to a nearby small lake and kills him drowning. This behaviour can be explained or with higher cognitive ability, related with the use of innovative methods, or with a generalist behaviour that offers the opportunity to use new techniques. Alessandro Canestrelli, Fulvio Fraticelli ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/313 Fri, 25 Nov 2016 08:07:47 +0100 Time budget patterns and complementary use of a Mediterranean wetland (Tonga, North-east Algeria) by migrant and resident waterbirds http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/268 We carried out a quantitative description of the use of a Mediterranean wetland (Tonga, North-east Algeria) by 22 waterbirds species (11 residents and 11 Palaearctic migrants) during late summer-wintering period, also analyzing their species-specific diurnal time budgets and the main related features of the landscape. The analyses of similarity in time budgets across birds (Hierarchal Cluster Analysis) showed four clusters of species associated with four major activities: day time mostly feeding (11 species), sleeping (6), swimming (3) and resting (2). Residents (Herons and Rails) showed a higher feeding time when compared to migrants (diving ducks, Gulls and Cormorants). From late summer to winter the time budget activity change in migrants; in contrast residents behave uniformly among daytime and at the course of the season. The use of this natural wetland in a complementary way by a high number of waterbirds (residents and migrants), is principally promoted by the existing of numerous habitat types. We found that 3 main ecological units, open water body, mudflats, and flooded meadows were the most utilized as foraging habitats among grebes, rails, ducks, gulls, and herons. In contrast, floating-leafed vegetation, and tall emergent vegetation were the commonest habitat categories used in resting activities especially by cormorants and herons. Data on behaviour requirements of these waterbirds can be used for conservation and correct management of this and other Mediterranean coastal wetlands. Elafri Ali, Halassi Ismahan, Houhamdi Moussa ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/268 Fri, 25 Nov 2016 08:01:24 +0100 Nest-site characteristics and breeding biology of the Black Woodpecker in north-western Lombardy, Italy http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/304 In the years 2008-2012 we studied the nest-site characteristics of the Black Woodpeckers Dryocopus martius in the Varese province, in 3 study-areas in north-western Lombardy. The Black Woodpecker is a recent immigrant in our study area and in the surrounding pre-Alps; it selects wide-diameter trunk of mainly broadleaf trees, and the forest structure near the nest is significantly different from that of random spots within 500 m from the nest, with less dense trees of greater Diameter at Breast Height. We monitored 21 nesting events, of which 18 were successful and fledged 42 young, while 3 were unsuccessful; the overall fledging rate is 2,33 young/pair. The Black Woodpecker may be considered a habitat specialist for the nest site and habitat generalist in the home-range, with some territories very close to busy paved road and urbanized areas. From the original mountain sector, the Black Woodpecker expanded its range to the lower hill and, and, further south towards the plain, through the ecological corridor of the forests adjoining Lake Maggiore and the Ticino river. Fabio Saporetti, Silvio Colaone, Walter Guenzani, Tonino Zarbo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/304 Fri, 25 Nov 2016 08:01:24 +0100 The lost cranes of the island of Lampedusa (Italy) http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/305 The abundance of migratory birds on Lampedusa (Sicilian Channel, Italy) has been documented since the fifteenth century, but during the nineteenth century, this small island was particularly noted for the regular presence of cranes. Official reports documented the occurrence of these birds from as far back as the eighteenth century, recording the period of their presence on Lampedusa (every year between May and August), their regular nesting, and even the crop plants they fed on, a habit often resulting in a major damage for to the island’s subsistence farming. In spite of all this documentary information, scholars did not, however, succeeded in assigning them to a well-defined species and while several authors described them as Common cranes, <em>Grus</em> <em>grus</em>, others identified them as Demoiselle Cranes, <em>Anthropoides virgo</em>, or even as Black crowned Cranes, <em>Balearica</em> <em>pavonina</em>. The paper is an attempt to investigate this taxonomic and zoogeographic puzzle, while inclining towards an identification of the crane in question in the morphological and ecological characters of the Demoiselle Cranes. Marco Masseti ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/305 Fri, 25 Nov 2016 08:01:24 +0100 [Discovery of a little Bustard (Tetrax tetrax) in the province of Venice (Italy) and review of Venetian reports] http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/312 <p>[We report the recovery of a wing and the body of a Little Bustard between March 31st and April 7th 2012 in Isiata, San Donà di Piave (VE), it was a female in first winter plumage. Death was almost certainly caused by a collision with electric cables. At the end of 19th century Little Bustard was regular in Veneto, but sightings of this species became progressively scarcer during 20th century, so it was classified as “B40” (species not recorded since 1949) at the suggestion of AERC (Association of European Rarities Committees). The recovery of the corpse in this note is the 4th sighting in Veneto in last 50 years, and we know of 2 additional observations. Between 1950 and the present day there have been 10 regional sightings, so we suggest changing the status of this species in the Veneto to “A30”, according to AERC.]</p><p> </p> Giacomo Sgorlon, Maurizio Sighele ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://sisn.pagepress.org/index.php/rio/article/view/312 Fri, 25 Nov 2016 08:01:24 +0100